Padre Platone

La nuova frontiera del relativismo occidentale:

- Non fa assolutamente freddo, è che stai seduto e non fai movimento.

Ogni tanto ci ripenso all’eventualità di ricominciare a scrivere, ma poi mi chiedo se vi sono spazi della vita di un quasi trentenne che meritano di essere raccontati. Occorre, a tal proposito, ricordare che io odio la categoria dei trentenni, indi attualmente sono pervaso da un brivido latente di quasi-odio verso l’universo tutto incluso.

Le iperboli felici me le tengo strette dentro, le schifezze pure, la mediocrità che invade nel mezzo dei due estremi è sintetizzabile nel mal di stomaco che anticipa la sveglia ogni mattina.

- Guarda che scempio quel palazzo anni ’60.

- Sono stati anni che hanno distrutto il concetto di arte.

- Quello che chiami progresso è la corsa dell’essere umano verso l’autodistruzione.

Però quando parlo coi clienti il mondo diventa automaticamente meraviglioso e la speranza spadroneggia col suo motofurgone preso in leasing dalla Menzogna Spa.

Il prossimo tuo come te stesso

- Ha qualcosa da dichiarare?

- Tutti credono che l’Italia sia una nazione mediocre dal punto di vista militare. Ci siamo travestiti in maniera permanente di questa immagine di avvinazzato pressapochismo all’interno del quale si perpetuano indisturbate le nostre metalliche contraddizioni.

- Ma cosa sta dicendo?

- L’industria bellica controllata dallo Stato non conosce crisi. Mentre con una mano vi dissanguano spalancando la valvola della miseria del popolo, con l’altra ci si prepara al più esoso shopping guerrafondaio degli ultimi anni. E sapete perchè? Perché se noi non compriamo dagli altri, altri non compreranno da noi. E non possiamo permettercelo.

- Va bene, sir. Adesso vuole gentilmente spiegarci bene come sono andate le cose?

- Lei non può capire, tenente, davvero. Stamattina avevo delle scadenze ma nessuno mi rispondeva al telefono. La gente, mi creda, mi aveva garantito che avrebbe onorato i propri impegni. Ma quando ho cercato conferme, nessuno mi rispondeva. Poi ho preso il treno. Sa, solitamente preferisco sedermi da solo, è meglio. Quando vi è un’intera fila libera preferisco sedermi al lato corridoio per scoraggiare chiunque ad attraversare il mio spazio per sedersi dal lato finestrino. Quando mi sono assicurato che non vi sono più ulteriori minacce mi accomodo accanto al finestrino per guardare i paesaggi.

Mi piace osservare i tetti, e le auto parcheggiate nei pressi delle puttane. Io non ci sono mai andato a puttane, non saprei che cosa dire loro per esordire. Senza una buona introduzione non si potrà mai concludere. Lei ci va a puttane, tenente? Come esordisce? Comincia a trattare sul prezzo?

- Non si perda in chiacchiere, risponda alla mia domanda.

- Sa tenente, io detesto sentirmi guardato. Detesto che mentre io sono qui a parlare con lei, magari a qualche centinaio di chilometri possa esserci qualcuno che si stia ricordando di me e stia soppesando la mia vita sul bilancino della fortuna.

- Senta, non abbiamo tempo da perdere…

- …Stavo camminando e lui mi stava venendo  incontro. Aveva un paso sicuro, guidato da una chiarezza quasi celestiale. Era magro, con questa enorme massa di capelli ricci neri che ondeggiavano come molle di gomma.

- Che cosa ha fatto.

- Non mi ero accorto di lui fintanto che non ha cominciato a guardarmi. Mentre si riduceva la distanza tra noi, mi dava l’impressione di danzare lievemente nel suo passo. Ho pensato che fosse un idiota qualsiasi, o un drogato travestito da adolescente. Ha cominciato a sorridermi dando per scontato che l’avessi riconosciuto. “Chissà che lavoro fa costui”. Ho pensato mentre mi allargavo alla mia sinistra per evitarne di incrociarne l’odore.

- Si tratta di un musicista.

- Ah, un musicista,.

- E poi?

- Mi fissava e sorrideva, e lentamente si portava via tutto. Si impossessava della strada, dell’aria, dei muri gialli, e del peso che sembrava domare. Senza alcun dubbio mi stava venendo incontro. Voleva portarmi via qualcosa, qualcosa che aveva già visto, che conosceva, che probabilmente sosteneva essere stata sua, e che solo per un fortuito caso, adesso, si trovava in mio possesso. Sì, ma che cosa? Fingeva quel sorriso questuante, ma in realtà la sua leggera educazione tradiva la risolutezza del diritto che avrebbe vantato con supponenza quasi divina. E poi ancora mi guardava, mi ordinava quasi di liberarlo di me, e di riconoscere la distanza universale tra noi….

- E?

- … e allora l’ho afferrato per capelli e ho fatto sì che la sua convinta arroganza scolpita sul quel viso conteso tra il dionisiaco e l’idiota, si esaurisse contro il muro giallo alla sua destra.

Focolari

Sua madre era decisamente convinta che fosse stato lui a svuotare quella vecchia bottiglia di Johnnie Walker che teneva esposta nella libreria davanti alla trilogia di Samuel Beckett.

Come prima contromisura decise di requisire la bottiglia incriminata, e di utilizzarne il contenuto come ingrediente segreto nella marmellata di prugne, a guisa di conservante.

Successivamente avrebbe tentato di andare a fondo alle ragioni sciagurato vizio che aveva arruolato suo figlio nel plotone dei dementi.

Cominciò a chiedergli insistentemente dove andasse il pomeriggio, e perché aveva ricominciato a mangiare formaggi dopo due anni di astinenza.

Perché non tagliava i capelli, perché avesse smesso di uscire il sabato sera in concomitanza con l’autunno.

Cominciò a segnare sul calendario la ciclicità delle sue emicranie e a tentare una correlazione con le previsioni dell’oroscopo, e le lezioni apprese dai palinsesti pomeridiani dell’emittente pubblica.

La scoperta che la velocità della luce può essere superata, inoltre, riduceva enormente le residue certezze a cui un uomo moderno può devolvere la propria vita. Ormai ci si poteva affidare solo alla pubblicità e all’aumento dello spread.

La sua curiosità si fece insopportabile e trasformava anche una richiesta di condimento nell’insalata in un fosco interrogatorio.

Qualunque atto sospetto ed insolito che apparentemente s’ammantava di essere un portatore insano di infelicità e abbandono, lei, madre, l’avrebbe indagato per salvare suo figlio dal degrado.

Un solo interrogativo restò fuori dal recinto delle sue inchieste: “ma una volta aperta una bottiglia di whisky, il suo contenuto evapora?”